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Razionamento forniture di gas, ipotesi di scenario 

lunedì 16 maggio 2022 09:22:00
 

 

 

In questo scenario si inizia a parlare di rischio razionamento del gas nel caso in cui non si riuscisse a sostituire completamente i volumi dell’import russo o nel caso di un inverno particolarmente freddo.

 

Vediamo quindi cosa potrebbe succedere e a cosa bisognerebbe far fronte come consumatori considerando che verrebbero adottate una serie di misure in relazione ai programmi di immissione in rete e agli scenari di prelievo.

 

Il Piano di Emergenza del sistema italiano del Gas Naturale si articola su tre livelli di crisi:

1.      Livello di preallarme (early warning) quello in cui siamo attualmente

2.      Livello di allarme (alert)

3.      Livello di emergenza

 

I 3 livelli hanno differenti misure di azione per ridurre il rischio di passare al successivo livello, in particolare nei primi due livelli ci sono solo azioni di mercato. Le azioni “non di mercato” sono quelle che influiscono sul naturale svolgimento del lavoro mentre le azioni di “mercato” sono “trasparenti” per gli utilizzatori finali.

 

Andiamo quindi a vedere cosa accadrebbe nel terzo livello, l’Emergenza, unico livello in cui si può assistere al razionamento del metano.

Il livello di Emergenza viene attivato esclusivamente al fallimento dei due precedenti livelli e nel caso in cui si sia prossimi al raggiungimento dei livelli dello stoccaggio strategico o perduri per troppi giorni lo stato si allarme.

Premessa: le azioni del livello di emergenza sono compiute a livello nazionale e non dipendono dal fornitore scelto, non esiste quindi una “garanzia” specifica di non rientrare nei provvedimenti di razionamento, esiste però una priorità di distacco, vediamo quale:

 

1)      Per primo l’Autorità competente richiede l’attivazione della massima capacità di import (non meno del 98%) a tutti gli operatori di settore per aumentare i flussi nei canali non bloccati.

2)      Grazie all’attivazione dei clienti interrompibili su gas ed energia elettrica, cioè quegli utenti industriali iscritti volontariamente nelle liste interrompibili che, in caso di necessità, hanno dichiarato, a fronte di un introito, la loro disponibilità a ridurre o cessare il prelievo di gas per un certo periodo, viene ridotto il prelievo de gas dalle centrali elettriche.

3)      Qualora il provvedimento “b” non fosse sufficiente verrebbe richiesto anche ai clienti industriali “normali”, cioè diversi dagli interrompibili, di cessare o ridurre i prelievi del gas.

4)      Ai clienti domestici, e non, viene imposto un limite massimo di riscaldamento al fine di ridurre il metano per usi riscaldamento/teleriscaldamento.

5)      Qualora quanto sopra non fosse sufficiente si passerebbe alla disalimentazione dei clienti non tutelati.

6)      Sospensione provvedimenti di tutela prezzi al fine di aumentare l’interesse dei venditori nell’export verso l’Italia di ulteriore metano.

7)      Utilizzo degli stoccaggi di GNL.

8)      Utilizzo degli stoccaggi strategici.

9)      Richiesta di solidarietà verso nazioni collegate all’Italia, sia non Europee che, successivamente, Europee.

10)  Disalimentazione dei soggetti industriali

11)   Ed infine, se la situazione fosse davvero drammatica si procederebbe con i clienti non interrompibili, cioè quei clienti che per la natura dell’attività  (es. ospedali) o per il rischio per la salute pubblica (es. processi chimici che non possono essere interrotti a causa del rischio esplosioni, incendi, ecc), non possono essere interrotti se non con largo anticipo. Naturalmente questo scenario si raggiungerebbe solo nel caso in cui il gas fosse davvero esaurito.

 

Non esiste uno storico di questa portata a cui far riferimento, quindi possiamo solo supporre che l’eventuale rischio di razionamento, con le priorità indicate sopra, verrebbe comunque annunciato dal trasportatore e dai distributori con un relativo largo anticipo rispetto al provvedimento stesso, in dipendenza dei risultati della campagna di stoccaggio e approvvigionamento a cui si faceva riferimento all’inizio.

 

Naturalmente qui si fa riferimento solo agli impegni di approvvigionamento del gas, il livello dei prezzi, salvo l’arrivo del “ price cap” richiesto a gran forza dall’Italia, verrebbe lasciato in mano al mercato, con le immaginabili conseguenze.

 

Infine una nota per l’energia elettrica, in caso di razionamenti del gas ci sarebbe un conseguente razionamento anche dell’energia elettrica secondo un piano, il PESSE (Piano d'Emergenza per la Sicurezza del Sistema elettrico nazionale) che prevede interruzioni per gli utenti a rotazione e programmate, se non fosse sufficiente si passerebbe quindi alle logiche descritte precedentemente per il gas. 

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Rinnovo contratti gas: TTF, PSV o ……. 

venerdì 6 maggio 2022 10:05:00
Una domanda che sta imperversando tra i grandi consumatori di gas relativamente al rinnovo dei contratti è sicuramente quella riferita alla tipologia di contratto da sottoscrivere per il prossimo anno.
Le tensioni internazionali non aiutano sicuramente a fare una scelta.
DI seguito una serie di temi di cui bisognerebbe tener conto, tralasciando i macrotemi sul rallentamento dell’economia, sull’andamento dei propri mercati di riferimento (edilizia, meccanica, agricoltura, trasformazione, ecc.), sulla tenuta dei consumi, ecc.:
 
-        - come e quando finirà la guerra tra Russia e Ucraina?
-       -TTF: ci saranno problemi di approvvigionamento in quei paesi dove l’approvvigionamento era marcatamente spostato sulle pipeline Russe? Germania, ex blocco sovietico, ecc.
-     - l'Italia con le sue pipeline extra Russia e i rigassificatori esistenti più quelli mobili, sarà in grado di far fronte alla domanda interna, il riferimento diventerà il PSV (punto di scambio virtuale – il mercato gestito da SNAM riferimento del mercato italiano?
-      - arriveremo a fine anno con gli stoccaggi pieni visto che l’impegno finanziario dei fornitori si è quadruplicato per riempire gli stoccaggi?
-        - l’estate che si presenta piuttosto arida farà consumare più gas per compensare la scarsa produzione idroelettrica?
-      - i mercati si possono chiudere? Se mancasse il gas in Europa, l’Italia potrebbe chiudere le frontiere al gas? Oppure il gas verrebbe esportato lì dove i prezzi sono maggiori (Germania per esempio)? Prevarrà lo spirito dell’Unione o i nazionalismi?
-        - il PSV diventerà un indice sufficientemente liquido per essere preso come riferimento per un fixing?
-        - verrà stabilito un tetto massimo al prezzo del gas? Chi e a quali condizioni ne avrà diritto?
-        - ci sarà un doppio prezzo? Nazionale e per l’export?
-        - i fornitori o le banche proporranno prezzi fissi del gas? A quali livelli? Con quali premi rispetto ai mercati?
-      - ci sono nuovi indici che si affacciano sul mercato, per esempio il PSBIL, cioè il prezzo del mercato dello sbilanciamento del gas, può diventare un riferimento?
-     - gli spread sui vari indici sono impazziti, soprattutto sul TTF a causa del rischio Russia , il PSV al momento sembra reggere, pur avendo sempre scontato un differenziale a sfavore rispetto al TFF, resterà così la situazione?
 
Sono solo alcune delle domande che rimbalzano tra utenti finali, operatori, consulenti e regolatore, nessuno sembra avere una bussola con cui orientarsi.
 
Quale strategia adottare?
 
Rinnovi brevi?
Prezzi fissi pluriennali per mediare i prezzi di oggi (anche se ormai i mercati anche sui prezzi dei prossimi anni sembrano non credere più ad una soluzione a breve)?
TTF, PSV o PSBIL?
Acquisti parziali su più indici?
 
Ogni utente finale dovrebbe prendere probabilmente una decisione cercando di rispondere a queste domande.
 
Buy Pro come al solito è a disposizione per fornire assistenza, dati e altre informazioni a supporto di una scelta il più consapevole possibile.
 
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Aggiornamenti al 05/05/22 norme e procedure per la fruizione dei crediti d’imposta per energia e gas  

venerdì 6 maggio 2022 09:57:00
I vari decreti legge varati dal Governo per il contenimento dei maggiori costi sostenuti dalle imprese per i consumi di energia elettrica e gas necessitano di successivi provvedimenti e norme per diventare fruibili.
 
Qui di seguito facciamo brevemente il punto
 
Codici tributo
 
L’agenzia delle entrate ha pubblicato i codici tributo per la fruizione dei crediti d’imposta
 
•             “6961” - credito d’imposta a favore delle imprese energivore (secondo trimestre 2022);
•             “6962” - credito d’imposta a favore delle imprese a forte consumo gas naturale (secondo trimestre 2022);
•             “6963” - credito d’imposta a favore delle imprese non energivore (secondo trimestre 2022);
•             “6964” - credito d’imposta a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo gas naturale (secondo trimestre 2022).
 
Procedure per l’identificazione delle agevolazioni spettanti ai gasivori in tema di riduzione degli oneri di sistema
 
Arera ha pubblicato un documento di consultazione in cui propone una serie di modalità operative per la prima applicazione in via urgente delle agevolazioni tariffarie alle imprese a forte consumo di gas naturale (imprese “gasivore”) a decorrere dal 1 aprile 2022. Si tratterebbe della prima attuazione del decreto del Ministro della Transizione ecologica n. 541/2021. La proposta al momento è in attesa di pubblicazione e quindi segnaliamo che è passibile di eventuali modifiche rispetto al documento di consultazione.
In sintesi il documento di consultazione propone, in attesa che venga implementato il sistema informativo integrato con le informazione sui vari parametri di cui le aziende devono disporre per accedere alle agevolazioni, di usare la formula dell’autodichiarazione da presentare al proprio fornitore per permettere alle aziende di fruire dei contributi a partire dal 1 di aprile 2022.
 
 
Ricordiamo che Buy Pro, non appena sarà pubblicata la delibera attuativa supporterà le aziende gasivore nell’identificazione dei parametri per completare la procedura.
 
 
 
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Decreto legge Energia e investimenti 

venerdì 6 maggio 2022 09:53:00

Energia e Investimenti, ha potenziato le misure per il contenimento dei maggiori costi sostenuti da imprese e famiglie previsti dai precedenti provvedimenti Decreto Sostegni e Taglia prezzi

In dettaglio il nuovo decreto prevede le seguenti novità per le imprese:

-        Il credito d’imposta a compensazione dei maggiori costi sostenuti nel secondo trimestre 2022 per il consumo di energia elettrica per clienti non energivori passa dal 12% al 15% se la differenza tra i costi sostenuti nel primo trimestre 2022 e nel primo trimestre 2019 è superiore al 30%

-         Il credito d’imposta a compensazione dei maggiori costi sostenuti nel secondo trimestre 2022 per il consumo di gas naturale per clienti gasivori e non gasivori   passa dal 20% al 25% se la differenza tra i costi sostenuti nel primo trimestre 2022 e nel primo trimestre 2019 è superiore al 30%

-        Istituito un nuovo credito d’imposta pari al 10% dei costi della materia prima per i clienti gasivori, a compensazione dei maggiori costi sostenuti nel primo trimestre 2022 per il consumo di gas naturale.

RicRicapitolando i vari provvedimenti:

 

 

Agevolazione
Chi
Decreto sostegni ter
Decreto Energia
Taglia prezzi
Energia e investimenti
Riferimento temporale
DL 27 gennaio 2022, n. 4
DL 1 marzo 2022, n. 17
DL 21 marzo 2022, n. 21
DL 17 maggio 2022, n. 50
Credito imposta su maggiori costi I° trim 22
Energivori
Art. 15
20%
 
 
 
 
 
 
Se > 30% differenza tra IV° trim 2021 e IV° trim 2019
Credito imposta su maggiori costi I° trim 22
Energivori
 
 
Art 4
20%
Art 5
25%
 
 
Se > 30% differenza tra I° trim 2022 e I° trim 2019
Credito imposta su maggiori costi II° trim 22
Non energivori + 16,5 kW
 
 
-
 
Art 3
12%
Art. 2.3
15%
Se > 30% differenza tra I° trim 2022 e I° trim 2019
Credito imposta su maggiori costi II° trim 22
Gasivori
 
 
Art 5
15%
Art 5
20%
Art. 2.2
25%
Se > 30% differenza tra I° trim 2022 e I° trim 2019
Credito imposta su maggiori costi II° trim 22
Non gasivori
 
 
-
 
Art 4
20%
Art. 2.1
25%
Se > 30% differenza tra I° trim 2022 e I° trim 2019
Credito imposta su maggiori costi I° trim 22
Gasivori
Art. 15.1
10%
-
 
-
 
Art. 4
10%
Se > 30% differenza tra I° trim 2022 e I° trim 2019

 

 

 

 

Ricordiamo che Buy Pro supporta le aziende nell’identificazione dell’eventuale importo dell’agevolazione.
  
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Decreto legge 21 marzo 2022 (taglia prezzi) energivori si parte 

giovedì 31 marzo 2022 11:23:00

Al ricevimento della fattura (su dati reali, non stimati quindi) dell’energia elettrica, per i consumi di marzo 2022, i clienti cosiddetti “Energivori” potranno predisporre il conteggio per stabilire se hanno diritto all’agevolazione ed eventualmente l’importo della stessa.

Ricordiamo che il Decreto Taglia Prezzi prevede un contributo del 25% sotto forma di credito d’imposta, a parziale compensazione dei maggiori oneri effettivamente sostenuti per l'acquisto dell’energia elettrica nel primo trimestre 2022 rispetto alla media dei costi sostenuti nell’ultimo trimestre del 2021 e del 2019.

 
Ricordiamo che Buy Pro supporta le aziende energivore nell’identificazione dell’eventuale importo dell’agevolazione.
 
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Taglia prezzi, simulazione effetti credito d’imposta su energia elettrica 

venerdì 25 marzo 2022 15:42:00
Il decreto cosiddetto “Taglia Prezzi” che prevede un credito d’imposta a parziale compensazione dei maggiori oneri effettivamente sostenuti per l’acquisto della componente energia nei primi trimestri dell’anno 2022 (si veda a tal proposito Buy Pro informa del 24/03/2022) prevede importi differenziati tra clienti energivori e clienti non energivori con potenza installata superiore a 16,5 kW.
A puro titolo di esempio, ipotizzando che un cliente tipo avesse avuto un prezzo fisso nel Q1 2019 mediamente compreso fra 50 e 60 €/MWh per la sola componente energia e un prezzo indicizzato nel Q4 2021 e nel Q1 e Q2 2022 tra i 250 e i 260 €/MWh il contributo atteso potrebbe essere, considerando 1 GWh di consumo annuo (250 MWh/trimestre):
 
-        Cliente non energivoro € 7.800
-        Cliente energivoro € 16.250
 
Appena possibile sarà nostra cura predisporre un calcolo analogo per il gas.
Ribadendo che si tratta di un conteggio ipotetico e che ogni situazione è da vagliare attentamente, ricordiamo che Buy Pro è a disposizione per iniziare ad elaborare la fatturazione del 2019 al fine di predisporre il primo step previsto dalla normativa e snellire quindi le successive pratiche e tempi al momento della chiusura dei trimestri in cui il credito d’imposta sarà realmente utilizzabile. 
 
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Taglia prezzi analisi del decreto legge 21 marzo 2022 

giovedì 24 marzo 2022 13:11:00

Il decreto cosiddetto “Taglia Prezzi” ha portato dal 20% al 25% il credito d’imposta previsto dal decreto-sostegni per gli Energivori e dal 15 al 20% per i Gasivori, oltre ad ampliare la platea degli utenti creando anche un nuovo scaglione al 12% per tutti i clienti con contatore di energia elettrica dotato di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW e non rientranti nella categoria energivori.

 
Decreto legge 21 marzo 2022 n.21 art.3 Contributo, sotto forma di credito d'imposta, a favore delle imprese per l'acquisto di energia elettrica
Alle imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica (cosiddetti energivori) è riconosciuto, a parziale compensazione dei maggiori oneri effettivamente sostenuti per l'acquisto della componente energia, un contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, pari al 12 % della spesa sostenuta per l'acquisto della componente energetica, effettivamente utilizzata nel secondo trimestre dell'anno 2022, comprovato mediante le relative fatture d'acquisto, qualora il prezzo della stessa, calcolato sulla base della media riferita al primo trimestre 2022, al netto delle imposte e degli eventuali sussidi, abbia subito un incremento del costo per kWh superiore al 30 per cento del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell'anno 2019.
Ogni azienda potrà fare riferimento al proprio professionista fiscale per le modalità di utilizzazione del credito fiscale, giova qui ricordare che il decreto stabilisce che il credito d’imposta oggetto del provvedimento non concorre alla formazione del reddito d’impresa, ne alla base imponibile dell’IRAP ed è cumulabile con altre agevolazioni riferite ai medesimi costi, salvo naturalmente che il cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.
 
Decreto legge 21 marzo 2022 n.21 art.5 Contributo, sotto forma di credito d'imposta, a favore delle imprese per l'acquisto di gas naturale
Alle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale (cosiddetti gasivori) è riconosciuto, a   parziale compensazione   dei   maggiori   oneri effettivamente sostenuti per l'acquisto del gas   naturale,   un contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, pari al 20 % della spesa sostenuta per l'acquisto del medesimo gas, consumato nel secondo trimestre solare dell'anno 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici, qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al primo trimestre   2022,   dei   prezzi   di   riferimento    del    Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal   Gestore   del   mercati energetici (GME), abbia subito un incremento superiore al 30 per cento del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell'anno 2019.
Ogni azienda potrà fare riferimento al proprio professionista fiscale per le modalità di utilizzazione del credito fiscale, giova qui ricordare che il decreto stabilisce che il credito d’imposta oggetto del provvedimento non concorre alla formazione del reddito d’impresa, ne alla base imponibile dell’IRAP ed è cumulabile con altre agevolazioni riferite ai medesimi costi, salvo naturalmente che il cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.
 
Decreto legge 21 marzo 2022 n.21 art.8 Rateizzazione delle bollette per i consumi energetici
Al fine di contenere gli effetti economici negativi derivanti dall'aumento dei prezzi delle forniture energetiche, le imprese con sede in Italia, clienti finali di energia elettrica e di gas naturale, possono richiedere ai relativi fornitori con sede in Italia, la rateizzazione degli importi dovuti per   i   consumi energetici, relativi ai mesi di maggio 2022 e giugno 2022, per un numero massimo di rate mensili non superiore a ventiquattro.
Si ricorda qui che il provvedimento si basa sulle garanzie prestate da Sace ai Fornitori di commodity con sede in Italia e nella misura massima di 9.000 milioni di euro (quindi esaurita questa cifra la rateizzazione potrebbe non essere concessa).
Dal momento che la verifica per la qualifica è attuabile sin da ora, Buy Pro propone di iniziare ad elaborare la fatturazione del 2019 al fine di predisporre il primo step previsto dalla normativa e snellire quindi le successive pratiche e tempi al momento della chiusura dei trimestri in cui il credito d’imposta sarà realmente utilizzabile. 
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Capacity market 2022 impatto sulle bollette 

venerdì 11 marzo 2022 16:32:00

Dal primo gennaio del 2022 Terna ha dato il via al nuovo mercato della capacità ottemperando al decreto del 28 ottobre 2021 del Ministero della Transizione Ecologica.

Questo decreto prevede che da gennaio 2022 Terna individui le 500 ore di maggior criticità del mercato della capacità e stabilisca gli importi da addebitare in bolletta per coprire il costo di approvvigionamento della capacità produttiva (circa 1,2 miliardi di € per il 2022). Tale valore quindi sarà ben superiore a quelli previsti dell’ex Art.48 della Del. 111/06 e smi dell’ARERA che aveva una funzione analoga.
Fino al 31/12/2021 in fattura veniva infatti riportato un importo di  0,74 €/MWh per la copertura del Capacity Market mentre da gennaio 2022 questo importo passerà ad un valore compreso fra 7 e 14 €/MWh.
Questo perché il nuovo capacità market ha due valorizzazioni di base che vengono poi rapportate al profilo del cliente.
 
Terna ha reso noti, ai sensi dell’articolo 14.3 della deliberazione ARG/elt 98/11, i corrispettivi unitari, a copertura degli oneri netti di approvvigionamento della capacità, per le ore di picco del sistema elettrico e per le ore diverse dalle ore di picco del sistema elettrico per l’anno di consegna 2022:
 
  • Corrispettivo unitario ore di picco (8-20 lun-ven escluso festività)  del sistema elettrico a 39,799 €/MWh
  • Corrispettivo unitario ore diverse dalle ore di picco (20-8 lun-ven, sab-dom e festività) del sistema elettrico a 1,296 €/MWh
 
Così facendo, nelle 500 ore di maggior costo, i clienti si troveranno addebitati 39,799 €/MWh per i consumi effettuati in tali ore mentre nel restante periodo vedranno 1,296 €/MWh che corrisponde comunque ad un aumento del 75% rispetto alla precedente valorizzazione.
 
 
Conoscendo però in anticipo il calendario di queste 500 ore, sparpagliate a macchia di leopardo durante l’anno, sarebbe forse possibile modificare la propria produzione per non sopportare inutili aggravi di spesa tenuto anche conto che, in casi di contratto a prezzo indicizzato orario, queste 500 ore sono anche ore ad alto costo per la materia energia per effetto dell’aumento della domanda a cui dovrà porre rimedio il capacity market da una parte e il mercato dall’altra.
 
Si segnala che temporaneamente (presumiamo in attesa che vengano adeguati i sistemi di fatturazione) molti fornitori di energia elettrica in questo momento stanno addebitando errate valorizzazioni di costo per la componente ex.art48.
 
Buy Pro è a disposizione per aiutare le aziende a valutare l’impatto di questa norma sulla propria situazione particolare anche grazie alla possibilità di stimare l’impatto delle variazioni della programmazione dei consumi sul costo finale e metterlo in relazione con gli altri parametri aziendali (costo dl lavoro in primis).
 
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Caro energia: decreto sostegni 

venerdì 21 gennaio 2022 08:00:00

 A seguito dell’analisi del Decreto cosiddetto “Sostegni”, si elencano le proposte contenute nella bozza dl documento discussa il 21 Gennaio dal Governo e finalizzate a ridurre il “Caro-Energia”.

EFFETTI PER I CONSUMATORI

Visto il perdurare dell’aumento dei costi di energia elettrica, il Governo ha proposto l’azzeramento degli oneri di sistema per tutti i clienti con potenza pari o superiore a 16,5 kW alimentati con qualsiasi livello di tensione per il primo trimestre 2022. (Titolo III - Art. 13). *

Visto che i precedenti (anteriori all’aumento dei prezzi) interventi legislativi, previsti per i consumatori energivori permetteva a questi ultimi di ridurre il peso degli oneri di sistema, venendo questi ultimi a mancare, lo Stato, con l’Art. 14, ha previsto un meccanismo di compensazione per garantire un piccolo beneficio sul prezzo dell’energia anche agli energivori.

Tale beneficio sarà però erogato “ad-personam” dal momento che, a differenza delle agevolazioni per gli energivori, l’ottenimento del beneficio sarà legato al contratto di fornitura stipulato dal singolo cliente e non dall’andamento del mercato.

Nel dettaglio il meccanismo di erogazione del beneficio prevede, per i clienti che abbiano avuto un costo dell’energia elettrica dell’ultimo trimestre del 2021 superiore del 30% al costo dell’ultimo trimestre del 2019, una parziale compensazione del maggior costo sostenuto sotto forma di credito di imposta pari al 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre del 2022 (in pratica chi ha sottoscritto contratti a prezzo fisso ante aumenti, avendo già un beneficio derivante da questa opzione, non beneficerà dell’agevolazione).

Da precisare che questo credito non concorrerà alla formazione del reddito di impresa né alla base imponibile delle imposte regionali e sarà cumulabile con eventuali altre agevolazioni.

EFFETTI PER I PRODUTTORI DA FER

Nell’Art. 16 il decreto pone attenzione a chi ha avuto vantaggi diretti dall’aumento del PUN (prezzo unico nazionale della borsa elettrica) ed in particolare i produttori di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili (FER).

Dal primo febbraio 2022 infatti, tutta l’energia prodotta da impianti fotovoltaici sopra i 20kW di potenza installata e che beneficino di tariffe fisse derivanti dai vari conti energia, gli impianti idroelettrici, geotermici ed eolici che non accedono a meccanismi di incentivazione tariffaria per differenza, avranno applicato un meccanismo di compensazione sui guadagni.

Verrà quindi creato un prezzo di riferimento pari al prezzo zonale degli ultimi 10 anni e, qualora il produttore venda ad un prezzo superiore al prezzo di riferimento dovrà rimborsare il GSE per la differenza, qualora il prezzo sia inferiore, sarà il GSE a rimborsarlo.

Nel caso di contratti a prezzo fisso stipulati prima dell’entrata in vigore del Decreto, l’art 15 non si applica se il prezzo stipulato non supera il prezzo di riferimento della zona aumentato del 10%.

CONCLUSIONI

Naturalmente il Decreto per essere attuato necessita delle delibere ARERA che una volta ratificate le proposte del Decreto permetteranno di vederne la corretta applicazione anche nelle fatture dei consumatori (per gli energivori il credito d’imposta verrà utilizzato come sempre in compensazione delle scadenze fiscali). 

 

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Gasivori: decreto Mise del 21 dicembre 2021  

mercoledì 19 gennaio 2022 08:00:00

A seguito del decreto del Mise del 21 dicembre 2021 sono stati confermati i previsti (attesi da marzo 2018) incentivi alle imprese cosiddette gasivore, cioè quelle aziende, al pari delle energivore, che hanno un’alta incidenza dei costi per l’approvvigionamento del gas naturale rispetto al proprio fatturato specifico. L’incentivo prevede la rimodulazione dei corrispettivi a copertura degli oneri generali di sistema del gas e sarà fruibile a partire dal 1 aprile 2022.

In particolare è prevista la riduzione delle componenti tariffarie RETIG (riferita alle tariffe di trasporto e di valore per il 2° semestre 2022 pari a 2,288 c€/Sm3) e REIG (riferita alle tariffe di distribuzione e di valore per il 2° semestre 2022 pari a 1,3169 c€/Sm3), il cui gettito viene destinato alla copertura delle spese sostenute per le misure e gli interventi per il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili (contributo previsto circa 18.000€ per milione di smc gas/contatore).

Rientrano tra queste le aziende che utilizzano il gas per scopi non energetici (esclusi quindi gli usi per la generazione elettrica e il riscaldamento – ndr siamo in attesa di chiarimenti sui casi promiscui riscaldamento/produzione insistenti sullo stesso contatore). I requisiti per definirsi gasivori sono:

-        consumo medio di gas naturale annuo pari ad almeno 1 GWh/anno, o 94.582 Smc/anno, (calcolato come consumo medio di gas naturale nei tre anni precedenti al 2022, con l’esclusione dell’anno 2020 causa Covid-19);

-        codice Ateco incluso nell’allegato del decreto 541/2021;

-        indice di intensità gasivora su VAL maggiore o pari al 20% oppure un indice di intensità gasivora su fatturato FAT maggiore o uguale al 2%;

-            sistema di gestione dell’energia conforme alla ISO 50001 o diagnosi energetica in corso di validità, prevista dal D. Lgs. 102/2014, comunicata all’ENEA e per cui è stato eseguito o sarà eseguito entro la scadenza della diagnosi, almeno uno degli  interventi di efficienza energetica previsti.

Non possono accedere all’agevolazione le imprese che risultano in difficoltà, secondo la definizione prevista  dalla commissione europea per le aziende in fase di salvataggio e/o ristrutturazione.

Infine il Decreto prevede che, a partire dal 1/1/2022, le imprese gasivore con consumi superiori a un milione di Smc/anno di gas naturale (per usi produttivi non energetici) saranno esonerate dal pagamento delle suddette componenti RETIG e REIG per i consumi superiori alla soglia di un milione nell’anno solare di consumo.

Operatività:  per la piena operatività della misura di agevolazione si attendono le delibere attuative da parte di ARERA e l’apertura del portale dedicato da parte di CSEA.

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